Poi mi dice lei se quei report descrivono davvero le sue persone. È gratis, e in questa pagina le spiego per esteso perché lo è, quanto tempo le costa, cosa riceve, cosa non riceve, e quanto costa dopo se decide di continuare.
Buongiorno,
mi chiamo Danjel Agaj. Ho costruito un test attitudinale per le piccole e medie imprese italiane e le scrivo per proporle una cosa precisa, che qui sotto le descrivo dall'inizio alla fine senza saltare le parti scomode.
Comincio da una di quelle. Sto iniziando. Non ho clienti paganti, non ho referenze da mostrarle, non ho un caso studio con il logo di un'azienda che lei conosce. Ho uno strumento che funziona e un modo per farglielo verificare sulle sue persone, senza che lei metta un euro. Se cercava la pagina di un'azienda affermata, questa non lo è. Se invece le interessa uno scambio tra due persone che hanno entrambe qualcosa da guadagnarci, continui a leggere.
A luglio ho messo 56 euro in pubblicità. Sono arrivati 150 click, 65 visite alla pagina, quattro moduli inviati, da tre persone diverse. Test completati: zero.
Gli annunci funzionavano: 37 centesimi a click, la gente cliccava eccome. Quello che non funzionava era la richiesta. Chiedevo a un titolare di far compilare mezz'ora di test a un candidato che stava ancora corteggiando. È una richiesta che non sta in piedi per due motivi: quasi nessuno ha un candidato disponibile nell'istante esatto in cui vede un annuncio, e chi ce l'ha non vuole complicare la trattativa con un compito da fare.
Ho tenuto lo strumento e ho cambiato la proposta. Non parto più dai candidati. Parto da chi quel lavoro lo sta già facendo dentro la sua azienda.
"Prima di guardare i candidati che le arrivano da fuori, misuro chi quel lavoro lo fa già da voi. Poi mi dice lei se i report li descrivono bene: sono persone sue, le conosce meglio di me."
Questa è la Taratura. Le persone che misuro sono i suoi dipendenti: sono in azienda, in orario di lavoro, e a chiederglielo è il loro titolare. Non c'è nessun estraneo da convincere, nessuna trattativa da rovinare. E soprattutto: alla fine c'è qualcuno — lei — che sa se quei report hanno colto nel segno oppure no. Con un candidato non lo saprebbe nessuno dei due.
Una telefonata breve. Mi dice qual è il ruolo, cosa deve fare davvero quella persona nella sua azienda, e quali 2 o 3 persone già in forza fanno quel lavoro oggi. Se dalla chiamata capisco che la taratura non ha senso per lei, glielo dico lì e ci salutiamo.
128 blocchi a scelta forzata: si sceglie tra affermazioni tutte plausibili, non ci sono risposte giuste o sbagliate. Il tempo reale è 25-35 minuti, non venti e non dieci: glielo dico prima perché lo possa organizzare in orario di lavoro. Il messaggio da girare alle persone glielo scrivo io, lei lo copia e lo manda.
Il motore genera i due PDF in pochi secondi: quello è il calcolo. Poi li leggo io, persona per persona, e scrivo mezza pagina su ciascuna: cosa vedo, cosa non torna, cosa andrei a verificare. Questa parte non la fa un software, e sono un paio di serate di lavoro.
Le leggo i profili e lei mi dice, uno per uno, se quei report descrivono le sue persone davvero. È la parte che conta: sono persone sue, le conosce meglio di me. Se un profilo è sbagliato voglio sentirmelo dire, perché è esattamente l'informazione che sto cercando.
Non un modello teorico: cosa serve per quel ruolo in quella azienda, ricavato da chi ci lavora già. È lo strumento che poi userà sui candidati che le arriveranno da fuori.
A lei: poco più di un'ora, distribuita su due settimane. Dieci minuti la prima chiamata, cinque minuti per girare il messaggio alle persone, quarantacinque minuti la call finale. Il resto del lavoro lo faccio io.
Alle sue persone: 25-35 minuti a testa, una volta sola, in orario di lavoro. Non devono prepararsi, non devono studiare niente, non devono farlo la sera a casa.
Il test misura otto dimensioni del modo di lavorare di una persona: Organizzazione & Metodo · Autonomia & Autodisciplina · Determinazione & Assertività · Influenza & Vendita · Comprensione & Sensibilità Relazionale · Leadership & Sviluppo Persone · Adattabilità al Cambiamento · Allineamento Valoriale & Responsabilità.
Un dettaglio che preferisco chiarire subito. Il Report Junior, quando lo si usa su un candidato, contiene anche un esito di idoneità. Sulle persone che lavorano già da lei quella parte non gliela consegno: consegnare a un datore di lavoro una pagella sui propri dipendenti non è il mestiere che voglio fare. Sui suoi riceve la descrizione del profilo e le domande, non il voto.
Perché mi serve. Detto senza giri di parole: non ho clienti e non ho referenze, e ogni taratura mi dà due cose che con 300 euro di pubblicità non compro. La prima è la verifica che i report descrivano persone vere, detta da chi quelle persone le conosce da anni. La seconda è che, se la cosa le è servita davvero, potrò dire che è servita a qualcuno.
Non le chiedo nulla in cambio di questo: né una recensione, né un impegno, né una firma. Le chiedo una cosa sola, ed è la parte importante: di dirmi la verità sui report, anche quando la verità è che su una persona non ci ho preso. Un "questo profilo non è lui" mi è più utile di tre complimenti.
Glielo dico adesso, prima che lei mi lasci i dati, perché non voglio che alla fine della call arrivi la sorpresa. La taratura è la parte che non si paga. Il lavoro vero — misurare i candidati che deve assumere, con i report e la revisione fatta da me — ha un listino, e parte da qui:
Alla fine della call le dico se secondo me ha senso continuare. Se non ha senso glielo dico io per primo: non ho nessun interesse a incassare 3.500 euro da un'azienda a cui questa cosa non serve. Se decide di no, quello che ha ricevuto resta suo: i report delle sue persone e il profilo del ruolo non glieli tolgo.
Non è una tattica per metterle fretta, è aritmetica. Lavoro come dipendente e questa cosa la porto avanti la sera e nel fine settimana. La lettura dei report la faccio io, a mano, e su tre persone mi porta via un paio di serate. Oltre tre tarature in parallelo non ci arrivo, e preferirei dirle di aspettare piuttosto che consegnarle una lettura fatta di corsa. Se i tre posti sono occupati quando mi scrive, le rispondo dicendole quando si libera il primo.
Se invece si è riconosciuto nel contrario di questi quattro punti, il modulo è qui sotto. Sei domande, due minuti.
Queste sono le obiezioni che mi aspetto. Rispondo prima che me le faccia.
Posso farlo sui miei dipendenti? Non è una cosa delicata?
Sì, si può fare, a tre condizioni che non sono negoziabili e che valgono anche se lei preferirebbe il contrario.
Uno: è volontario. Ogni persona può dire di no, e dire di no non deve avere
conseguenze di nessun tipo. Se qualcuno rifiuta, si va avanti con gli altri.
Due: ognuno riceve il proprio profilo. Non è una misurazione fatta alle spalle di
qualcuno: chi compila il test riceve il documento che lo riguarda.
Tre: nessun giudizio di idoneità su persone in forza. A lei consegno la
descrizione di come lavorano, non un voto su quanto valgono.
Il senso della taratura non è valutare i suoi. È capire, guardando i suoi, cosa serve per fare bene quel lavoro nella sua azienda.
Come lo spiego alle mie persone?
Dicendo la verità, che è già una buona ragione: "stiamo definendo cosa serve davvero per questo ruolo, mi serve capire come lavori tu che lo fai da anni, il tuo profilo lo ricevi anche tu, e se non te la senti non succede niente". Il testo glielo preparo io, così non deve inventarlo lei.
Un test può davvero dirmi come si comporterà una persona?
Un test dice come una persona tende a lavorare, non cosa farà martedì mattina. Il formato a scelta forzata serve proprio a questo: deve scegliere tra affermazioni tutte accettabili, quindi è più difficile rispondere "come va risposto".
Ma non le sto chiedendo di credermi sulla parola, e non ho studi da metterle davanti. Le sto chiedendo di verificarlo su persone che conosce a memoria: se i report le descrivono bene, ha una risposta; se le descrivono male, ha risparmiato 3.500 euro e me lo può dire in faccia.
Perché mi chiede il numero di telefono?
Perché questa cosa è fatta di due telefonate: una breve all'inizio e una di 45 minuti alla fine. Senza quelle, la taratura non esiste — resterebbero dei PDF senza nessuno che li interpreta. Nella call finale si parla dei report; e sì, alla fine le dico anche se secondo me ha senso continuare a pagamento. Preferisco scriverlo qui piuttosto che farglielo scoprire dopo.
Chi legge i report delle mie persone?
Li leggo io. Non c'è un team a cui passano sotto gli occhi, non finiscono in nessuna vetrina, e non uso i nomi delle sue persone da nessuna parte. Se un giorno le chiederò di poter raccontare com'è andata, glielo chiederò prima e con nomi coperti.
Quanto dura davvero il test?
Da 25 a 35 minuti, a seconda della persona. Nei miei materiali vecchi c'era scritto venti minuti ed era un dato sbagliato: l'ho corretto ovunque. Meglio saperlo prima e trovare mezz'ora tranquilla che scoprirlo a metà.
E se dopo la call non voglio andare avanti?
Finisce lì, senza seguito. Non c'è un contratto, non c'è un rinnovo automatico, non c'è una sequenza di email che la insegue per tre settimane. Se vuole, le tolgo anche l'indirizzo dalla lista: basta che me lo dica.
Le risposte le leggo io, una per una. Le ultime due domande servono a capire se questa cosa fa per lei: se non ha un ruolo scoperto adesso, il modulo non ha molto da dirle.
Sei campi. Poi la chiamo io.